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Vaccini: arma di prevenzione nelle infezioni e nei tumori

Quando si riceve una diagnosi oncologica, l’attenzione si concentra quasi inevitabilmente sulla cura. Eppure prevenire le infezioni durante il percorso terapeutico può essere altrettanto decisivo: un’influenza, una polmonite batterica o una riattivazione virale possono compromettere non solo la qualità di vita, ma la continuità stessa del trattamento.
La vaccinazione è oggi uno degli strumenti più efficaci per proteggere i pazienti oncologici e i soggetti a rischio.

Prevenzione delle infezioni nei pazienti oncologici

Le pazienti con tumore mammario sono più suscettibili alle infezioni batteriche e virali. Il rischio varia in base a diversi fattori:
• Età
• Stadio della malattia
• Tipo e intensità del trattamento

In alcuni casi, le infezioni possono essere estremamente severe, fino a compromettere non solo la prosecuzione della cura ma anche la sopravvivenza.

Per questo motivo, è fondamentale prevenire le infezioni attraverso vaccinazioni specifiche.

Tipologie di vaccini

I vaccini si distinguono in diverse categorie:
• Vaccini inattivati: preparati con componenti (parziali o completi) di batteri o virus o loro derivati
• Vaccini vivi attenuati: utilizzano una forma indebolita del virus o del batterio
• Vaccini ricombinanti: ottenuti tramite ingegneria genetica, costituiti da particelle del microrganismo

Tutti i vaccini contengono sostanze stabilizzanti per garantirne la conservazione. Alcuni includono anche adiuvanti, utili ad aumentare la risposta immunitaria.

Quando vaccinarsi durante le terapie oncologiche

In generale, è preferibile completare il ciclo vaccinale prima dell’inizio delle terapie oncologiche, così da massimizzare l’efficacia.

Tuttavia:
• I vaccini inattivati e ricombinanti possono essere somministrati durante chemio, radio o immunoterapia (previa valutazione medica)
• I vaccini vivi attenuati non devono essere somministrati
• In caso di grave neutropenia, non è indicata alcuna vaccinazione

Se il ciclo vaccinale viene interrotto:

• Deve essere ripreso dopo almeno 3 mesi dalla fine della chemioterapia
• Non è necessaria la rivaccinazione se il ciclo è stato completato prima della terapia

È inoltre fondamentale garantire la protezione anche a familiari e caregiver.

Vaccinazioni consigliate nei pazienti oncologici

Nei pazienti oncologici sono raccomandate diverse vaccinazioni:

• Vaccino antinfluenzale: stagionale, preferibilmente adiuvato, da ripetere ogni anno anche durante la terapia
• Vaccino anti-pneumococcico: somministrabile in qualsiasi periodo dell’anno, anche insieme all’antinfluenzale
– Schema consigliato: PCV-13 seguito da PPV-23 (intervallo minimo di 8 settimane)
– Richiamo PPV-23 dopo 5 anni nei pazienti under 65
• Vaccino anti SARS-CoV-2
• Vaccino anti Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio)

Il virus Varicella-Zoster è estremamente diffuso:

• Il 90% degli adulti ha contratto l’infezione
• 1 persona su 3 sviluppa Herpes Zoster nel corso della vita

Questa condizione può essere complicata da dolore cronico persistente (nevralgia post-erpetica).

Sono inoltre consigliate vaccinazioni aggiuntive per soggetti a rischio, come:

• Meningococco
• Haemophilus influenzae

Prevenzione dei tumori da Papilloma Virus (HPV)

La vaccinazione anti-HPV rappresenta l’unica strategia realmente efficace per prevenire i tumori causati dal virus del papilloma umano. Si tratta di una prevenzione primaria, in quanto elimina la causa dell’infezione.

HPV: diffusione e rischi

Esistono oltre 120 varianti di HPV. I principali ceppi si distinguono in:

• Basso rischio: HPV 6 e HPV 11
– Responsabili del 90% dei condilomi urogenitali e papillomi orali
• Alto rischio: HPV 16 e HPV 18
– Responsabili del 90% dei tumori di:
   – Cervice uterina
   – Vulva
   – Vagina
   – Ano
   – Pene
   – Rinofaringe

Dati rilevanti:

• Oltre il 75% delle donne sessualmente attive contrae HPV nella vita
Le più colpite sono le giovani sotto i 25 anni
In Italia nel 2020: circa 2.400 nuovi casi di carcinoma della cervice (1,3% dei tumori femminili)

Screening e diagnosi precoce

Nelle donne, la diagnosi precoce è possibile grazie a:

• Pap-test
• HPV DNA Test
• Colposcopia

Questi strumenti permettono di individuare e trattare le lesioni precancerose prima che evolvano in tumore.

Vaccino HPV: chi può farlo e come funziona

In Italia, la vaccinazione anti-HPV è gratuita per:

• Donne nate dal 1993
• Uomini nati dal 2006
• Ragazzi e ragazze a partire dagli 11 anni

Schema vaccinale:

• 2 dosi (a distanza di 6 mesi) se iniziato prima dei 15 anni
• 3 dosi se iniziato dopo i 15 anni

È inoltre raccomandato per:

• Donne con lesioni cervicali (su prescrizione medica)
• Persone HIV positive
• Soggetti a rischio, secondo indicazione del medico

La somministrazione avviene per via intramuscolare nel braccio. Attualmente non sono previsti richiami dopo il ciclo completo.

Vaccinazione HPV in Italia: differenze regionali

La gratuità del vaccino può variare tra le diverse Regioni italiane.

Per informazioni aggiornate, è possibile consultare il sito del Ministero della Salute cliccando qui. Per approfondire invece le linee guida AIOM è possibile consultarle qui.

Fonti: linee guide AIOM, Ministero della Salute