Nel 2025 AIOM ha pubblicato le prime linee guida dedicate al Supporto Nutrizionale nel Paziente in Terapia Attiva. Un documento che rappresenta un passo fondamentale nell’evoluzione dell’approccio al paziente oncologico in Italia, orientato a standard più omogenei basati su evidenze scientifiche e alla creazione di Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) dedicati alla nutrizione clinica oncologica.
Il documento promuove l’inclusione di nutrizionisti e dietisti nei gruppi multidisciplinari, per rendere il supporto nutrizionale equamente fruibile su tutto il territorio nazionale, anche alla luce del fatto che la valutazione nutrizionale attualmente non è inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Perché la nutrizione oncologica è diventata una priorità clinica
La malnutrizione nel paziente oncologico non è un effetto collaterale secondario: è una condizione che incide direttamente sulla prognosi, sulla tolleranza ai trattamenti e sulla qualità della vita. Eppure, nella pratica clinica italiana, è ancora spesso sottodiagnosticata, poco segnalata e insufficientemente trattata.
I dati parlano chiaro:
• Circa il 65% dei pazienti riporta già un calo ponderale tra 1 e 10 kg alla prima visita oncologica
• Il 40% presenta anoressia già all’esordio
• La mortalità nei pazienti oncologici malnutriti è stimata tra il 20% e il 30%
• La cachessia colpisce il 50–80% dei pazienti oncologici
• La sarcopenia interessa il 20–70% dei casi, a seconda del tipo di tumore
Malnutrizione cancro-relata: un fenomeno metabolico, non solo alimentare
Un aspetto cruciale sottolineato dalle Linee Guida AIOM 2025 è che la malnutrizione oncologica non dipende solo da una ridotta assunzione di cibo. Il tumore stesso altera il metabolismo attraverso la produzione di citochine e fattori tumorali specifici, innescando perdita di peso e di massa muscolare anche in pazienti che mangiano adeguatamente, fino al quadro conclamato della cachessia neoplastica.
I sintomi che riducono l’introduzione alimentare sono molteplici: anoressia, ulcere del cavo orale, diarrea, vomito, dolore. La componente metabolica rende la sola correzione dietetica spesso insufficiente e rende necessaria una valutazione specialistica.
Composizione corporea: perché peso e BMI non bastano
Le linee guida pongono l’accento su un punto spesso trascurato: il peso corporeo e l’indice di massa corporea (BMI) non forniscono informazioni sulla composizione corporea.
La perdita di massa muscolare — misurata attraverso l’indice di massa muscolare scheletrica (SMM) e l’indice di densità muscolare scheletrica (SMD) — è un fattore prognostico negativo indipendente, associato a:
• Maggiore tossicità da chemioterapia
• Riduzione del tempo alla progressione tumorale
• Peggioramento degli esiti chirurgici
• Aumento della mortalità
Questo vale anche nei pazienti in sovrappeso e obesi, nei quali l’eccesso ponderale può mascherare una sarcopenia sottostante. Per questo la tomografia computerizzata con software dedicati e la bioimpedenziometria sono tra gli strumenti raccomandati per lo screening e la valutazione della cachessia e della sarcopenia in ambito oncologico.
Le raccomandazioni operative delle Linee Guida AIOM 2025
Le nuove linee guida definiscono un percorso di presa in carico nutrizionale strutturato e tempestivo per tutti i pazienti oncologici in terapia attiva.
- Screening nutrizionale precoce e sistematico: deve essere effettuato al momento della diagnosi, ripetuto a ogni visita ambulatoriale e entro 48 ore dal ricovero.
- Invio ai servizi di nutrizione clinica specializzata: i pazienti a rischio nutrizionale devono essere indirizzati a centri con competenza oncologica specifica per una valutazione nutrizionale preliminare.
- Counseling nutrizionale personalizzato: il piano nutrizionale deve essere costruito sulle condizioni cliniche individuali, il tipo di trattamento previsto e l’esito atteso, con valutazione dell’opportunità di supplementi nutrizionali orali (ONS) e/o nutrizione artificiale (enterale o parenterale).
- Supplementi Nutrizionali Orali (ONS): quando le misure dietetiche non coprono il fabbisogno proteico-calorico, è opportuno considerare gli ONS ad alta energia, per la loro elevata efficacia nell’aumentare l’apporto di proteine e calorie.
- Nutrizione artificiale domiciliare: deve essere prescritta e monitorata secondo protocolli condivisi tra oncologi e specialisti della nutrizione clinica.
- Digiuno, diete mima-digiuno e diete ipocaloriche non come prima scelta. Non esistono evidenze sufficienti di efficacia, mentre i rischi di perdita di massa magra e aumento degli effetti collaterali sono documentati.
- Interventi sulla composizione corporea in pazienti sovrappeso/obesi. Solo in pazienti in sovrappeso e obesi — come quelli in terapia ormonale per neoplasie della mammella o della prostata — possono essere presi in considerazione interventi mirati a ridurre la massa grassa e aumentare quella magra, con stretta supervisione specialistica.
Il contesto normativo: dalla Carta dei Diritti del 2016 alle linee guida 2025
Il percorso verso il riconoscimento istituzionale della nutrizione oncologica ha radici recenti ma solide:
- 2016: pubblicazione della Carta dei Diritti del Paziente Oncologico all’appropriato e tempestivo supporto nutrizionale
- 2017: il Ministero della Salute emana le Linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici, approvate dalla Conferenza Stato-Regioni (Accordo Rep. Atti n. 224/CSR del 14/12/2017)
- 2025: prime Linee Guida AIOM dedicate al supporto nutrizionale nel paziente in terapia attiva
Un nodo ancora aperto è che la valutazione nutrizionale non è inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il che determina una disomogeneità di accesso al supporto nutrizionale su scala nazionale. Le nuove linee guida puntano a rendere più equo l’accesso al supporto nutrizionale su tutto il territorio nazionale, promuovendo l’inserimento di nutrizionisti e dietisti nei team multidisciplinari oncologici.
Conclusione
Le Linee Guida AIOM 2025 sul Supporto Nutrizionale nel Paziente in Terapia Attiva non sono solo un aggiornamento clinico: rappresentano un importante cambiamento nell’approccio al paziente oncologico. La nutrizione non è più un “extra”: è parte integrante del trattamento oncologico.
Una presa in carico nutrizionale tempestiva, personalizzata e basata su strumenti validati può migliorare i risultati terapeutici, contribuire a ridurre la mortalità correlata a malnutrizione e migliorare l’efficienza del sistema sanitario.
Per specialisti, istituzioni e pazienti, il messaggio è univoco: nutrirsi bene durante la terapia oncologica non è una scelta, è una componente essenziale della cura.
Fonti: Linee Guida AIOM “Il Supporto Nutrizionale nel Paziente in Terapia Attiva” (2025); Ministero della Salute, Linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici (2017).
